A sud dell'alma

Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.

A sud dell'alma

Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.
<  Junho 2008  >
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Terra Blog

Arquivo de: Junho 2008

30.06.08

ESCREVO

categorias: Poemas

Escreto já com a noite
em casa. Escrevo
sobre a manhã em que escutava
o rumor da cal ou do lume,
e eras tu somente
a dizer o meu nome.
Escrevo para levar à boca
o sabor da primeira
boca que beijei a tremer.
Escrevo para subir
às fontes.
E voltar a nascer.

Eugénio de Andrade (Fundão, 19 gennaio 1923 - Porto, 13 giugno 2005)

SCRIVO

Scrivo già con la notte
in casa. Scrivo
sulla mattina in cui ascoltavo
il rumore della calce o del fuoco,
e eri tu soltanto
a dire il mio nome.
Scrivo per portare alla bocca
il sapore della prima
bocca che baciai tremante.
Scrivo per arrivare
alle origini.
E tornare a nascere.


traduzione di Mariangela Semprevivo

29.06.08

Noi siamo fatti d'acqua, amica mia

categorias: Poemas, Livros

Noi siamo fatti d'acqua, amica mia
e pare che, seccati e poi filtrati,
il mio corpo, il tuo, altro non sia
che un pugno di tranquilli carbonati.

Non basta, cara: gli atomi, si dice,
siano principalmente spazio vago,
sottratto il quale, esito felice,
staremmo in due su una punta d'ago.

Accetto la notizia intenerito
e spero che, gettata l'acqua a mare
e soffiato via lo spazio atomico,

ciò che di noi rimane resti unito
in modo da poterci ancora amare:
sebbene, così stretti, sarà comico.

Roberto Piumini da "L'amore in forma chiusa" ed. Il Melangolo. Genova 1997, pag. 61.

Reflexos, Reflexões...

categorias: Livros


I
Quando a idade dos reflexos, rápidos, inconscientes, cede lugar à idade das reflexões – terá sido a sabedoria que chegou? Não! Foi apenas a velhice.

II
Velhice é quando um dia as moças começam a nos tratar com respeito e os rapazes sem respeito nenhum.

III
Ora, ora! não se preocupe com os anos que já faturou: a idade é o menor sintoma de velhice.



Mário Quintana (1906 - 1994) no livro A vaca e o hipogrifo


Riflessi, Reflessioni...

I
Quando l’età dei riflessi, rapidi, istintivi, lascia il posto all’età delle riflessioni – sarà la saggezza che è arrivata? No! E’ solo la vecchiaia.

II
Vecchiaia è quando un giorno le ragazze cominciano a trattarci con rispetto e i ragazzi senza rispetto alcuno.

III
Suvvia, coraggio! non preoccupatevi degli anni che avete già fatturato: l’età è il minore dei sintomi di vecchiaia.


traduzione di Pierino Bonifazio nel libro “Poesie di Mario Quintana” – edição bilíngüe - Casa Editrice: ZOUK

28.06.08

I due occhi

categorias: Formação
«Abbiamo due occhi. Con uno vediamo le cose del tempo, effimere, che spariscono. Con l’altro noi vediamo le cose dell’anima, eterne, che permangono». Così scrisse il mistico Angelo Silesio (pseudonimo di Johann Scheffler, 1624-1677, mistico e poeta tedesco - n.d.t.).

Nell’ambulatorio dell’oculista c’era affissa una stampa con la sezione anatomica dell’occhio. Scientifica. Vera. In quella notte lo stesso oculista s’incontrò con la sua amata. Guardando innamorato i suoi occhi e dimenticando la stampa attaccata alla parete del suo ambulatorio disse: «I tuoi occhi, mare profondo…».
Nell’ambulatorio, il medico non parlerebbe mai in questa maniera. Parlerebbe come uno scienziato. Ma gli occhi della sua amata lo trasformarono in poeta. Come scienziato, dice quello che vede con il primo occhio. Come innamorato, dice quello che vede con il secondo occhio. Ogni occhio vede correttamente a seconda del mondo a cui appartiene.
Il filosofo Ludwig Wittgenstein creò l’espressione «giochi del linguaggio» per descrivere quello che facciamo quando parliamo. Giochiamo con le parole… Vedi il gioco di parole chiamato «barzelletta». Quello che ci si aspetta da una barzelletta è che essa provochi una risata. Immagina, invece, che mentre tutti ridono, una persona chieda: «ma quello che hai raccontato è successo veramente?». A quel punto, lo guarderesti perplesso e penseresti: «Poveretto! Non sa che in questo gioco non ci sono verità. Solamente esistono cose ridicole». Andiamo, adesso, ad un altro gioco di parole, la poesia : «…e nel fondo di questa fredda luce marina, nuotano i miei occhi, due piccoli pesci, alla ricerca di me stessa». Qui la stessa persona contesta quello che dice il poema: «Ma questo non può essere vero. Se Cecilia Meireles si trovasse nel fondo del mare, affogherebbe. E poi gli occhi non sono pesci…». Pover’uomo… Non sa che la poesia non è un linguaggio per dire le cose che esistono. È, invece, un gioco per fare la bellezza. La scienza anch’essa è un gioco di parole. È il gioco della verità, dire il mondo com’è.
Succede che noi, esseri umani, soffriamo di «anomalie»: non riusciamo a vivere nel mondo della verità, nel mondo così com’è. Il mondo, così com’è, è molto piccolo per il nostro amore. Abbiamo nostalgia della bellezza, dell’allegria e, chi lo sa, dell’eternità. Desideriamo che l’allegria non abbia mai fine. Ma bellezza e allegria, dove si incontrano queste «cose»?. Esse non sono presenti nel mondo, a lato delle cose del mondo così com’è. Esse semplicemente non sono, esistono non esistendo, come i sogni, e possono essere viste solamente con il «secondo occhio». Chi le vede sono gli artisti. E se qualcuno, attraverso l’uso del primo occhio, obietta che queste non esistono, gli artisti rispondono: «Non ha importanza. Le cose che non esistono sono più belle» (Manoel de Barros). Infatti, i sogni, alla fine, sono la sostanza di cui siamo fatti.
È nel mondo incantato dei sogni che nascono le fantasie religiose. Le religioni sono sogni dell’animo umano che solo possono essere visti con il secondo occhio. Sono poemi. E non si può chiedere a un poema se ciò che racconta sia successo veramente… Gesù si muoveva in mezzo a cose che non esistevano e le trasformava in parabole, che sono storie che non sono mai successe. E nonostante la loro non esistenza, le parabole hanno il potere di farci vedere ciò che non abbiamo mai visto. Ciò che non è, ciò che non è mai esistito, ciò che è sogno e lapoesia ha il potere di cambiare il mondo. «Che sarebbe di noi senza l’aiuto dalle cose che non esistono?», si chiedeva Paul Valery. Leggo i poemi della creazione. Non mi spiegano niente circa l’inizio dell’universo e la nascita dell’uomo. Di ciò parlano gli scienziati. Ma essi mi fanno sentire amorevolmente legato a questo mondo meraviglioso in cui vivo e che la mia vocazione è di essere suo giardiniere…Leggo la parabola del Figliol Prodigo, una storia mai avvenuta. Ma nel leggerla i miei sensi di colpa spariscono e comprendo che Dio non tiene conto dei debiti e non tiene conto dei crediti…
Due occhi, due mondi, ognuno dei quali vede bene nel suo proprio mondo… Ma poi vennero i burocrati della religione e cacciarono i poeti e gli eretici. Dal momento che sono ciechi del secondo occhio i burocrati non riescono a vedere quello che vedono i poeti. E i poemi cominciarono ad essere interpretati letteralmente. E, così, quello che era bello divenne ridicolo. Ogni poema interpretato letteralmente è ridicolo. Ogni religione che pretende di avere una conoscenza scientifica circa il mondo è ridicola. Non ci sarebbero conflitti se il primo occhio vedesse bene le cose del proprio luogo e il secondo occhio vedesse bene quelle del suo. Conoscenza e poesia, così, dandosi la mano, potrebbero aiutare a trasformare il mondo.

Rubem Alves - Fonte © Cem Mondialità. Traduzione di Marco Dal Corso. http://www.cem.coop/rivista/aprile08/

Estatuto do Homem

categorias: Poemas, Formação

Artigo l: Fica decretado que agora vale a verdade. Agora vale a vida e de mãos dadas marcharemos todos pela vida verdadeira.
Artigo ll: Fica decretado que todos os dias da semana, inclusive as terças-feiras mais cinzentas têm direito a converter-se em manhãs de domingo.
Artigo lll: Fica decretado que, a partir deste instante, haverá girassóis em todas as janelas, que os girassóis terão direito a abrir-se dentro da sombra, e que as janelas devem permanecer, o dia inteiro, abertas para o verde onde cresce a esperança.
Artigo lV: Fica decretado que o homem não precisará nunca mais duvidar do homem. Que o homem confiará no homem como a palmeira confia no vento, como o vento confia no ar, como o ar confia no campo azul do céu.
Parágrafo único: O homem confiará no homem como o menino confia em outro menino.
Artigo V: Fica decretado que os homens estão livres do jugo da mentira. Nunca mais será preciso usar a couraça do silêncio, nem armadura de palavras. O homem se sentará à mesa com seu olhar limpo porque a verdade passará a ser servida antes da sobremesa.
Artigo Vl: Fica estabelecida, durante dez séculos, a prática sonhada por Isaías, e o lobo e o cordeiro pastarão juntos e a comida de ambos terão mesmo gosto de aurora.
Artigo Vll: Por decreto irrevogável fica estabelecido o reinado permanente da justiça e da claridade e a alegria será uma bandeira generosa para sempre desfraldada na alma do povo.
Artigo Vlll: Fica decretada que a maior dor sempre foi e será sempre não poder dar-se amor a quem se ama e saber que é a água que dá à planta o milagre da flor.
Artigo lX: Fica permitido que o pão de cada dia tenha no homem o sinal do seu suor, mas sobretudo tenha sempre o quente sabor da ternura.
Artigo X: Fica permitido a qualquer pessoa, qualquer hora da vida, o uso do traje branco.
Artigo Xl: Fica decretado, por definição, que o homem é um animal que ama e que por isso é belo. Muito mais belo que a estrela da manhã.
Artigo Xll: Decreta-se que nada será obrigado, nem proibido, tudo será permitido. Inclusive brincar com os rinocerontes e caminhar pelas tardes com uma imensa begônia na lapela.
Parágrafo único: Só uma coisa fica proibida: amar sem amor.
Artigo Xlll: Fica decretado que o dinheiro nunca mais poderá comprar o sol das manhãs vindouras. Expulso do grande baú do medo, o dinheiro se transformará em uma espada fraternal para defender o direito de cantar e a festa do dia que chegou.
Artigo final: Fica proibido o uso da palavra liberdade, a qual será suprimida dos dicionários e do pântano enganoso das bocas. A partir deste instante a liberdade será algo vivo e transparente como um fogo ou um rio. E sua morada será sempre o coração do homem.

Thiago de Mello - Nella foto Thiago de Mello con il poeta Cássio Junqueira - Foto d Joaquim Araujo, 13 aprile 2008 São Paulo.

STATUTO DELL’UOMO
Decreti su Utopia e sogno (Atto Istituzionale Permanente) Dedicato a Carlos Heitor Cony

ARTICOLO I - È decretato che adesso vale la verità, adesso vale la vita, e mano nella mano, marceremo tutti per la vita vera.
ARTICOLO II - È decretato che tutti i giorni della settimana, compresi i martedì più grigi, hanno diritto di convertirsi in mattinate domenicali.
ARTICOLO III - È decretato che, a partire da questo istante, ci saranno girasoli in tutte le finestre, che i girasoli avranno diritto di aprirsi anche nell’ombra; e che le finestre devono rimanere, per l’intero giorno, aperte verso il verde dove cresce la speranza.
ARTICOLO IV - È decretato che l’uomo non dovrà mai più provare dubbi sull’uomo. Che l’uomo avrà fiducia nell’uomo come la palma ha fiducia nel vento, come il vento ha fiducia nell’aria, come l’aria ha fiducia nel campo azzurro del cielo.
Paragrafo unico: L’uomo confiderà nell’uomo come un bambino confida in un altro bambino.
ARTICOLO V - È decretato che gli uomini siano liberi dal giogo della menzogna. Non ci sarà più bisogno di usare la corazza del silenzio né l’armatura delle parole. L’uomo si siederà alla tavola con il suo sguardo puro, perché la verità sarà servita prima degli antipasti.
ARTICOLO VI - È stabilita, per dieci secoli, la pratica sognata dal profeta Isaia, e il lupo e l’agnello mangeranno insieme e il cibo di entrambi avrà lo stesso sapore dell’aurora.
ARTICOLO VII - Per decreto irrevocabile è stabilito il regno permanente della giustizia e della chiarezza, e l’allegria sarà una bandiera generosa per sempre spiegata nell’anima del popolo.
ARTICOLO VIII - È decretato che il maggior dolore sempre fu e sarà sempre il non poter dare amore a chi si ama e sapere che è l’acqua che dà alla pianta il miracolo del fiore.
ARTICOLO IX - È permesso che il pane di ogni giorno abbia nell’uomo il segno del suo sudore. Ma che soprattutto abbia sempre il caldo sapore della tenerezza.
ARTICOLO X - È permesso a qualsiasi persona in qualsiasi momento della vita, l’uso dell’abito bianco.
ARTICOLO XI - È decretato, per definizione, che l'uomo è un animale che ama e che per questo è bello, molto più bello che la stella del mattino.
ARTICOLO XII - Paragrafo unico: Solo una cosa sarà proibita: Amare senza amore.
ARTICOLO XIII - È decretato che il denaro non potrà mai più comprare il sole delle mattine future. Espulso dal grande baule della paura, il denaro si trasformerà in una spada fraterna per difendere il diritto di cantare e la festa per il giorno che è arrivato.
ARTICOLO FINALE - È proibito l’uso della parola libertà, la quale sarà soppressa dai dizionari e dal pantano ingannatore delle bocche. Da questo momento la libertà sarà viva e trasparente come un fuoco o un fiume, e la sua abitazione sarà sempre il cuore dell’uomo.

Thiago De Mello - Poeta, nato in Amazzonia nel 1926.