A sud dell'alma

Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.

A sud dell'alma

Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.
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Terra Blog

Arquivo de: Julho 2008

31.07.08

O AMIGO

categorias: Poemas
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Amigo é a criatura que escuta todas as nossas coisas sem aquela cara
que parece estar dizendo: - E eu com isso?

Mário Quintana, texto extraído do livro "Nova Antologia Poética", Editora Globo - São Paulo, 1998.

La gioia

categorias: Formação

La gioia non la si trova
negli oggetti che ci circondano
ma nel più profondo dell’anima.
Tanto in una prigione
che in un palazzo
la si può possedere.


S.Teresa di Lisieux

Thérèse Françoise Marie Martin, meglio nota come Teresa di Lisieux (Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897), è stata una religiosa e mistica francese.

30.07.08

Os pobres

categorias: Poemas

Aí vêm pelos caminhos,
Descalços, de pés no chão,
Os pobres que andam sozinhos,
Implorando compaixão.

Vivem sem cama e sem teto,
Na fome e na solidão:
Pedem um pouco de afeto,
Pedem um pouco de pão.

São tímidos? São covardes?
Têm pejo? Têm confusão?
Parai quando os encontrardes,
E dai-lhes a vossa mão!

Guiai-lhe os tristes passos!
Dai-lhes, sem hesitação,
O apoio do vossos braços,
Metade de vosso pão!

Não receieis que, algum dia,
Vos assalte a ingratidão:
O prêmio está na alegria
Que tereis no coração.

Protegei os desgraçados,
Órfãos de toda a afeição:
E sereis abençoados
Por um pedaço de pão...

Olavo Bilac

Olavo Brás Martins dos Guimarães Bilac (Rio de Janeiro, 16 de dezembro de 1865 — Rio de Janeiro, 28 de dezembro de 1918) foi jornalista e poeta brasileiro e membro fundador da Academia Brasileira de Letras. Criou a cadeira 15, cujo patrono é Gonçalves Dias. http://pt.wikipedia.org/wiki/Olavo_Bilac

24.07.08

Un’altra poesia dei doni

categorias: Poemas, Livros

Ringraziare desidero il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta
per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico
per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,
per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.

Jorge Luis Borges, da L’altro, lo stesso.

23.07.08

AMAR

categorias: Poemas
35

Eu quero amar, amar perdidamente!
Amar só por amar, aqui...além...
Mais Este e Aquele, o outro e toda a gente...
Amar! Amar! E não amar ninguém!

Recordar? Esquecer? Indiferente!..
Prender ou desprender? É mal? É bom?
Quem disser que se pode amar alguém
Durante a vida inteira é porque mente!

Há uma primavera em cada vida:
É preciso cantá-la assim florida,
Pois se Deus nos deu voz foi pra cantar!
E se um dia hei de ser pó, cinza e nada,
Que seja a minha noite uma alvorada,
Que me saiba perder.. pra me encontrar...


Florbela Espanca

AMARE

Io voglio amare, amar perdutamente!
Amar sol per amare, qui... altrove...
Più Questo e Quello, l'altro e tutto il mondo...
Amare! Amare! E non amar nessuno!

Ricordare? Dimenticare? Indifferente!..
Prendere o lasciare? E' bene? E' male?
Chi dice che si può amar qualcuno
per la vita intera è perchè mente!

C'è una sola primavera in ogni vita:
E si deve cantar così fiorita,
Perchè la voce che Dio ci ha dato è per cantare!
E se un dì dovrò essere polvere, cenere e nulla,
Che la mia notte si trasformi in alba,
Ch'io sappia perdermi... per ritrovarmi...

traduzione di Pierino Bonifazio - Nella foto Patrizia e Antonio fotografati da Francesco Sabino http://francescosabino.it/