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“Perchè essere discreti, saper tacere e riuscire ancora ad arrossire, quando il mondo intorno non sa far altro che sgomitare per mettersi in mostra, può diventare una preziosa virtù”.
Duccio Demetrio
La timidezza oggi non è di moda. L’essere timidi, per indole o per scelta, quando si adotti un contegno schivo, silenzioso, asciutto, è ritenuto spesso uno svantaggio, un modo sfuggente e incomprensibile di stare al mondo. Persino una malattia, una paura di vivere, un sottrarsi alle competizioni. L’aggressività gratuita, il farsi largo, la spudoratezza non contraddistinguono l’uomo e la donna sempre un po’ in disparte, il cui ritirarsi è indizio di pacatezza e riserbo, distacco da ciò che allontana il desiderio di solitudine. Questo libro controcorrente non vuole dare consigli per superare un tratto così profondamente umano. Sta invece dalla parte di chi ancora arrossisce, e considera la timidezza uno stile emotivo e mentale da valorizzare, un intreccio di virtù – saper tacere, essere delicati… - che si traducono in una più intensa coscienza di esistere.
La vita schiva. Il sentimento e le virtù della timidezza di Duccio Demetrio, Raffaello Cortina Editore
Duccio Demetrio insegna Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca. Nella collana “Minima” ha pubblicato con grande successo Raccontarsi (1996), Elogio dell’immaturità (1998), Autoanalisi per non pazienti (2003) e Filosofia del camminare (2005).
criado por patriziaercole
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