A sud dell'alma

Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.

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Terra Blog

29.09.07

PUDORE

categorias: Poemas, Livros

Se qualcuna delle mie parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato-
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.


RISVEGLIO

Riemersa da chissà che ombre,
a pena recuperi il senso
del tuo peso
del tuo calore
e la notte non ha, per la tua fatica,
se non questo scroscio pazzo
di pioggia nera
e l’urlo del vento ai vetri.

Dov’era Dio?

Antonia Pozzi

Antonia Pozzi ( 1912-1938) Nasce a Milano nel 1912 da una importante famiglia lombarda. Vive nella elegante casa milanese di via Mascheroni. I suoi possiedono una casa a Pasturo, in Valsassina, la settecentesca villa dei Marchiondi, lei ne fa con la famiglia la residenza estiva, dove ama appartarsi e ricevere gli amici più cari, accanto alla Grigna, il suo Monte Ventoso, nel suo piccolo studio appartato che guarda i monti. La sua educazione è completa: le migliori scuole, il pianoforte, l’arte applicata, lo sport (sci, nuoto, scalate in montagna, equitazione).
Frequenta il liceo classico Manzoni, parla correttamente francese, inglese e tedesco ed ama i classici. Ha capacità intellettuali fuori dal comune, ma è inquieta. Si lega con un intenso legame al suo professore di greco e latino , Antonio M. Cervi, ma la relazione è contrastata dalla famiglia ; lei lotta disperatamente, si oppone al rifiuto della famiglia ed il padre fa trasferire il professore a Roma in modo da allontanarlo definitivamente.
Nel 1930 si iscrive alla facoltà di lettere dell’università statale di Milano, chiederà la tesi in estetica ad A. Banfi. Tra gli amici e compagni universitari: Luciano Anceschi, Giancarlo Vigorelli, Mario Monicelli, Alberto Mondadori, Enzo Paci, Remo Cantoni, Vittorio Sereni, i fratelli Treves, Dino Formaggio. La sua disponibilità economica permette loro di avere dall’estero i migliori frutti della cultura europea e americana, i libri all’indice proibiti dal fascismo.
La sua tesi sarà Flaubert. La formazione letteraria.. Seguono lunghi viaggi e vacanze in Europa , appassionate letture di Goethe e Mann.
Nel 1938 su invito di Banfi tiene due conversazioni su Aldous Huxley, traduce Manfred Hausmann.
La salute è malferma, la raggiunge la notizia della guerra imminente, delle leggi razziali e della censura. Il 2 dicembre del ’38 il suo corpo viene trovato a Milano, verso Chiaravalle. Il suo testamento è distrutto e ritrascritto dal padre.Le sue poesie saranno pubblicate, ma ancora una volta con interventi censori paterni.
La sua è una delle voci femminili più intense della poesia italiana del Novecento. Il suo suicidio più che ad un atteggiamento romantico-crepuscolare sembra legato al naufragio della personalità, alla difficoltà creatale dalla coincidenza della sua natura appassionata, femminile, con la sua anima aristocratica, di intellettuale e poeta, chiusa e rifiutata da un mondo che non trova spazio per una donna che rinuncia al suo ruolo tradizionale. Le sue sconfitte personali si inseriscono in quelle più ampie della crisi del buio periodo storico che l’Italia sta vivendo e che condurrà alla seconda guerra mondiale. Vive un naufragio in cui perde ogni illusione d’amore e maturerà la consapevolezza di non essere stata amata mai per sé, ma solo e sempre per un’immagine, una maschera che ha dovuto in qualche modo indossare per essere accettata.

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